Ristorante Le Querce : A San Martino: oca e vino novello!

Quando:
8 Novembre 2019@20:15–23:30 Europe/Rome Fuso orario
2019-11-08T20:15:00+01:00
2019-11-08T23:30:00+01:00
Dove:
Ristorante Le Querce - Cantù
Via Marche 27
22063 Cantù

Dice un proverbio:
“Chi no magna oca a San Martin no’l fa el beco de un quatrin”

… e noi vi proponiamo questo gustoso menu
con i vini in abbinamento:

CARPACCIO D’OCA LEGGERMENTE AFFUMICATO
CON UOVO COTTO IN BASSA TEMPERATURA E CROSTINI DI PANE

LE “TRECCE” DEL PASTIFICIO NONNA MATI DI GRAGNANO
CON BATTUTO D’OCA

LA CAZOEULA D’OCA

TORTINO AL CIOCCOLATO CON SPUMA AGLI AGRUMI

CAFFE’

VINI IN ABBINAMENTO
Novello di Teroldego di Zeni
San Luca Diciottottobre Cà di Frara

€ 45.00
compreso minerale e vini in abbinamento serviti al calice

QUALCHE NOTIZIA PER I PIU’ CURIOSI ….

Già di tradizione celtica, l’11 novembre entrò a far parte anche delle feste cristiane proprio grazie a S. Martino e fu da sempre collegato alle oche.

La leggenda racconta, infatti, che Martino, nonostante l’elezione a furor di popolo a Vescovo di Tours, non voleva abbandonare il saio e cercò di nascondersi, ma furono proprio le oche a stanarlo e così divenne vescovo e poi Santo per la sua bontà nei confronti dei poveri.

Nelle nostre campagne l’11 novembre coincideva con la fine dell’anno lavorativo dei contadini e se il padrone non chiedeva di restare a lavorare anche l’anno dopo, questi dovevano traslocare e cercare un altro padrone e un altro alloggio.
Anche nelle città divenne abituale cambiar casa proprio a San Martino, perciò “fare San Martino” diventò un modo di dire.

Inoltre, il periodo di penitenza e di digiuno che precede il Natale cominciava proprio il 12 novembre e San Martino era quindi una specie di capodanno contadino nel corso del quale si festeggiava con una grande mangiata d’oca e biscotti.

La tradizione di cibarsi dell’oca nel giorno dedicato a S. Martino affonda le proprie origini nei secoli. L’oca costituì per secoli, assieme al maiale, la riserva di grassi e proteine durante l’inverno del contadino che si cibava comunemente solo di cereali e di grandi polente.

E con l’Autunno la prima prelibatezza di Bacco è il vino novello.

Il riferimento a Bacco non è per niente fuori luogo in questo particolare caso, dato che questo tipo di vino è consociuto fin dall’antichità con il nome di “doliore” e stava nelle “celle vinarie” anzichè nelle “apoteche” o “fumarie” al cui interno si collocavano i vini da invecchiamento.

Il Vino Novello è il primo vino della vendemmia dell’anno in corso ed è prodotto con la particolare tecnica chiamata “macerazione carbonica” atta ad esaltare la fruttuosità dell’uva nel vino. Il Novello è un vino leggero, fruttato, di facile beva senza pretese, deve sprigionare freschezza e non complicare la vita al palato.

Noi abbiamo scelto un novello del Trentino dell’Azienda Zeni a base di Teroldego 100%, vendemmiato dal 16 al 19 di settembre per avere un’acidità equilibrata e un contenuto abbondante di zuccheri d’uva. Un vino dal colore rosso rubino intenso con vivaci tonalità violacee, che al naso risulta fragrante con un profumo fruttato di ciliegia matura e alla bocca è suadente, piacevolmente morbido e con un intenso sapore di ciliegia marasca.

Vi aspettiamo e… buon appetito e buona degustazione.