Cinema all’aperto : “Il Traditore”

Quando:
15 Agosto 2020@21:00–22:30 Europe/Rome Fuso orario
2020-08-15T21:00:00+02:00
2020-08-15T22:30:00+02:00
Dove:
Parco Martiri delle Foibe
via Roma Cantù

Cinema all’aperto

sabato, 15 Agosto 2020 21:00
Parco Martiri delle Foibe

CINEMA ALL’APERTO
proiezione “Il Traditore”

Ingresso 4 euro (pagamento allingresso)

Italia, 2018 – durata 148 minuti.
Il Traditore è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino e Maria Fernanda Cândido.
Il film si impernia sulla collaborazione tra il pentito mafioso Tommaso Buscetta e la giustizia italiana, concentrandosi sul cambiamento di un uomo che decide che le regole del suo gruppo non gli appartengono più e che, sentendosi minacciato, vuole vendicarsi rompendo la regola dell’omertà, diventando ufficialmente un traditore.
Negli anni Ottanta, periodo di massimo potere dei clan mafiosi in Italia, le fazioni di Cosa Nostra e Corleone (capeggiati da Totò Riina) si contendo la piazza della droga, mantenendo una facciata di amicizia e collaborazione. Tommaso Buscetta (Pierfrancesco Favino), affiliato di Cosa Nostra e conosciuto come “boss dei due mondi”, subodora l’imminente guerra tra famiglie e decide di trasferirsi in Brasile, dove potrà seguire i suoi affari in tranquillità. Come ha previsto, dopo la sua partenza iniziano le tensioni e cadono le prime vittime della faida, tra cui due dei suoi figli e suo fratello. Ma Buscetta viene catturato e torturato dalla polizia brasiliana. Il mafioso capisce che sta andando incontro a morte certa quando viene concordata la sua estradizione in Italia. Inaspettatamente, il giudice Giovanni Falcone (Fausto Russo Alesi) gli offre una via d’uscita: collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura, godendo della protezione dello Stato. Buscetta, che da tempo non si riconosce più nelle azioni violente e senza scrupoli di Cosa Nostra e legato ad un’idea di mafia che protegge la povera gente, decide di accettare, anche per vendicarsi delle rappresaglie e delle persecuzioni a danno suo e della sua famiglia. Diventa così il primo collaboratore di giustizia della storia italiana, rendendo possibile l’istituzione nel 1986 del maxi-processo con 475 imputati nell’aula-bunker di Palermo, dove le sue testimonianze – e quelle di Totuccio Contorno (Luigi Lo Cascio) – porteranno alla condanna e all’arresto di numerosi esponenti della mafia, messa per la prima volta a dura prova e sotto i riflettori dello Stato e dell’opinione pubblica.
La criminalità organizzata risponderà con l’assassinio del Giudice Falcone nel 1992 nell’attentato conosciuto come “strage di Capaci”, dove oltre al magistrato persero la vita sua moglie e tre agenti della scorta. Buscetta, sotto protezione negli Stati Uniti, tornerà in Italia per onorare il patto con Flacone e testimoniare nel “processo del secolo”, dove furono coinvolti Giulio Andreotti, principale esponente della Democrazia Cristiana e grande protagonista della politica italiana nella seconda parte del 1900, e numerosi altri politici, portando quindi alla luce i forti legami tra Stato e Mafia.

 


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